16 aprile – Domenica in Albis depositis

Siamo entrati nel tempo della Chiesa: il nostro. Ecco perché, per sottolinearlo, tutte le letture sono prese dal Nuovo Testamento. Però, ‘a gradi’. Iniziando dunque da Giovanni, che parla di uno degli ultimi incontri di Gesù con i suoi. Un Gesù diverso ormai, come quello dell’incontro con la Maddalena: che non lo riconosce subito. Un Gesù che arriva “a porte chiuse”. Un Gesù che porta per sempre in sé le profonde ferite “delle mani e del fianco”. Ferite in cui mettere “il dito e del fianco” per chi dubita, nonostante tutto: come il ‘nostro fratello’ Tommaso

Il problema si pone anche nella primissima comunità cristiana, come testimonia la lettura di Atti: prima narrazione della nostra Chiesa. Come comunicare tutto ciò a chi non crede? Che, alla fine, è la ‘nostra’ sfida. Innanzitutto con dei ‘segni’ anche noi. Miracoli non sappiamo farne, ma testimonianza con la nostra vita sì! Se serve, anche ‘rischiando’ qualcosa: qui noi non la vita, come accade però altrove anche oggi, ma forse la ‘faccia’, come si dice, e con una coerenza capace di parlare in modo molto chiaro.

Come farlo però, dice Paolo, che parla in un contesto ormai non più solo giudaico ma pagano? Un po’ come il nostro, insomma: non più pagano ma indifferente se non davvero ateo. E la strada è una sola: non sostituire la ‘buona notizia’ di salvezza di Gesù con qualche filosofia o qualche moda incapace di darci speranza di vita e insieme di giustizia e di pace.


Lettura degli Atti degli Apostoli (4, 8-24a)
Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati». Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto. L’uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant’anni. Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio.

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (2, 8-15)
Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (20, 19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


Preghiere dei fedeli della Comunità di Santa Croce

La sera di quel giorno, mentre erano chiuse le porte, venne Gesù… soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”.
Papa Francesco, ripete sempre che una Chiesa chiusa, ripiegata su se stessa, è una Chiesa malata. Lo Spirito Santo, che ha dato agli apostoli la forza di annunciare la tua Risurrezione, la guidi sulle strade del mondo per portare ancor oggi a tutti i popoli il tuo Vangelo. Per questo ti preghiamo…. Accresci, Signore, la nostra fede!

Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato.
Signore, aiuta la nostra Comunità a comprendere che la tua Parola e le tue promesse sono la forza della nostra fede e che portarle al mondo intorno a noi è la nostra responsabilità personale, ma anche comunitaria. Donaci dunque il coraggio di essere una Comunità di vera testimonianza. E per questo ti preghiamo… Accresci, Signore, la nostra fede!

Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”.
Gesù risorto, ci sentiamo davvero tutti fratelli e sorelle di questo discepolo pieno di dubbi: che sono spesso anche i nostri. Accresci la nostra fede, per saper testimoniare la tua presenza sempre nuova tra noi. Per questo ti preghiamo… Accresci, Signore, la nostra fede!

Proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome.
Signore Gesù, in quanti luoghi del mondo si cerca anche oggi di fermare con la forza la buona notizia della salvezza!  Il tuo Spirito sostenga chi vive queste difficoltà, ma richiami tutti alla consapevolezza che la libertà di vivere la fede chiede un impegno anche più esplicito. E per questo ti preghiamo… Accresci, Signore, la nostra fede!