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Presentazione della comunità parrocchiale di Santa Croce

Quadro generale della parrocchia

Storia della comunità

La fondazione della nostra parrocchia risale all'inizio del secolo – e millennio – scorso e fu dovuta all'azione dell'allora vescovo Andrea Ferrari. Questi, che era originario del Parmense e a Parma era stato rettore del seminario diocesano, era venuto in contatto in questa veste con la Congregazione dei Padri Stimmatini di Verona, che in città svolgevano una importante azione pastorale: e l'aveva apprezzata. Questa Congregazione era stata fondata da san Gaspare Bertoni nel 1816, un momento di grande difficoltà per la Chiesa romana, stretta fra la Rivoluzione francese e le aggressioni napoleoniche, un momento irto di problemi che erano iniziati anche molto prima: pensiamo al forzato scioglimento della gloriosa e benemerita Compagnia di Gesù.
Il riferimento è pertinente, giacché Bertoni, che era stato molto esitante nel procedere ad una nuova fondazione, aveva – insieme ad altri, per la verità– come obiettivo quello di non perdere il patrimonio prezioso costruito nel tempo dai Gesuiti. E, alla fine, la sua Congregazione fu plasmata proprio sulle costituzioni di Suarez – in altre parole della Compagnia – e pensata come una sua 'nuova edizione': in appoggio questa volta, mutati i tempi, non al pontefice, ma ai vescovi. Bertoni costituì un gruppo scelto, motivatissimo, di veri 'missionari' innanzitutto 'cittadini', di cui già il vescovo di Verona si servì appunto per la cura spirituale dei sacerdoti diocesani, per l'insegnamento in seminario... Proprio come nella Parma di Ferrari.

Dunque i Padri Stimmatini furono chiamati appunto quali 'missionari' in una Milano che si stava allargando, che vedeva aumentare il numero dei suoi abitanti, ma che conosceva anche momenti di tensione sociale durissimi. La loro prima presenza, infatti, risale al 1903 – a pochissimi anni dai fatti sanguinosi di Bava Beccaris –, e fu finalizzata alla conduzione di un pensionato operaio (in via Cellini 14). Tre anni dopo, però, li troviamo in un rione che era allora in espansione – quello della cosiddetta "seconda Acquabella" –, ai confini della ferrovia che passava nell'attuale via Sidoli, una zona di prati ed orti ma che si stava velocemente urbanizzando. Anche in questo caso, il primo insediamento avvenne secondo uno stile 'missionario': in una catapecchia, nella località detta "la busa", un profondo avvallamento dove ora sorge la Standa.
Davanti alla chiesa di Santa Croce si trova una statua dedicata a Costantino Imperatore Neppure due anni dopo fu costruita una casa e un pensionato per operai in via Goldoni 75, con accanto una piccola chiesa di legno rotonda – detta appunto "la Rotonda" – e dedicata alla Madonna del Perpetuo Soccorso, benedetta dallo stesso cardinal Ferrari nel 1907.
Nel 1913, questi pensò, nel XVI centenario costantiniano, di fondare una chiesa che ricordasse l'editto del 313 di quell'Imperatore. La prima pietra venne posta il 28 settembre del 1913; il tempio fu aperto al pubblico il 23 dicembre del 1917. Invece di dedicarlo, come si era pensato in un primo tempo, a sant'Elena, gli fu dato alla fine il titolo di Santa Croce. Fu quindi eretta in parrocchia il 9 febbraio del 1920. La Chiesa di Santa Croce naque vicino alla ferrovia, nel quartiere detto 'Acquabella'Al pensionato iniziale venne aggiunto un oratorio maschile; quindi, subito dopo la seconda guerra mondiale – 1949/50 –, d'intesa con il cardinal Schuster, si iniziò la costruzione di un grande pensionato universitario: quello attuale. Vale la pena probabilmente di fare riferimento solo alle due ultime visite pastorali, quella compiuta dal cardinal Colombo nel 1969, e soprattutto a quella del cardinale Martini nel 1992. Già allora erano evidenti gli sforzi di impostare il progetto parrocchiale in funzione della formazione dei giovani, della cura della catechesi degli adulti, della priorità data alla pastorale familiare, e, comunque, alla dimensione 'missionaria'.

Quadro sociale del territorio

La realtà sociale della parrocchia è vario. Qualche casa 'popolare'; qualche zona a villette; generalmente, però, si tratta di un contesto piuttosto agiato con famiglie di buona cultura – anche per la vicinanza con il Polo universitario scientifico e il Politecnico –, anche se non mancano, come quasi dovunque a Milano, molte realtà difficili, soprattut to persone anziane sole, malate e in difficoltà, di cui da molti anni la parrocchia, come si dirà, cerca di farsi carico. Negli ultimi tempi, poi, sono cresciuti anche da noi gli immigrati, gli irregolari, le famiglie in difficoltà economica, quelle divise, i nuclei costituiti da donne, sole o con figli, ma senza un compagno. E, naturalmente, anche le famiglie che per convenzione chiameremo 'irregolari': divorziati, risposati, conviventi (che stanno diventando la maggioranza delle famiglie con le quali veniamo in contatto), e ai quali di recente stiamo dedicando, anche su sollecitazione della Diocesi e del Vescovo, molta attenzione.
Non abbiamo, a causa delle norme sulla privacy, un quadro aggiornato dei residenti sul nostro territorio. L'ultima statistica inviata dal Comune (Ufficio di Statistica e Ricerca Socioreligiosa) risale infatti a circa 10 anni fa. Allora, la parrocchia contava quasi 15.000 residenti (14.299, di cui 7.661 femmine e 6.638 maschi) per un totale di 7.002 famiglie (o nuclei familiari? non è chiaro). Le tabelle relative alle fasce di età ci dicono, poi, che, in quel momento, circa la metà della popolazione superava i 45 anni e un terzo aveva raggiunto la pensione. Solo un quarto aveva meno di 25 anni e di questi meno del 4% era in età prescolare, ment re poco meno del 10% si trovava nella fascia dell'età dell'obbligo. Inoltre, ben il 43,90% erano i nuclei familiari costituiti da una sola persona (con 1.122 vedove a fronte di 185 vedovi) e solo il 31,18% da 3 o più di 3 persone (statistica pubblicata nel nostro bollettino parrocchiale del marzo '97). Certamente, però, questi dati sono ora cambiati anche a causa della recente – e sempre crescente ondata – di immigrati.
Sul territorio della parrocchia, inoltre, sono presenti anche la Cappella della Madonna di Loreto dell'Aeronautica di piazza Novelli, e quella interna all'Ospedale Macedonio Melloni, dedicata a Maria Santissima e sant'Anna, e quella a santa Caterina da Siena di viale Piceno. Sul nostro territorio ha anche sede la curia generalizia delle suore Domenicane del s. Rosario di Melegnano in via Dall'Ongaro.

Sempre nel nostro territorio si trovano poi due asili tenuti da religiose (le Domenicane della Beata Imelda di Piazza Ferravilla e le Figlie di N.S. di Misericordia dell'Istituto Rossello con la scuola di via Goldoni). Le Religiose della Scuola Rossello hanno anche una scuola elementare parificata. Abbiamo poi un asilo è comunale (via Reni), una scuola elementare statale (Nolli-Arquati in viale Romagna), una Media (Tiepolo) e una Superiore (Liceo Psicopedagogico Virgilio).

In genere, ottimi sono i rapporti con le Religiose, che sovente collaborano anche in vario modo alle attività pastorali della parrocchia.

Con la Media Tiepolo, attraverso il doposcuola cui si accennerà, è poi da anni in corso una concreta collaborazione fra i docenti del doposcuola e gli insegnanti dei ragazzi, allo scopo di monitorare e cercare di risolvere le situazioni di difficoltà di questi ultimi.

Situazione pastorale complessiva

Diamo qui di seguito, in modo necessariamente sommario, una traccia capace almeno di illuminare le nostre attività:

Catechesi dell'iniziazione cristiana:
Con la terza elementare si inizia il cammino che porterà alla prima media svolgendosi in 4 anni consecutivi (circa 300 bambini e bambine). Seguiamo l'iter classico delle altre parrocchie del decanato. La catechesi ha cercato, in questi ultimi anni dieci anni, di coinvolgere sempre di più i genitori dei bambini presenti, con particolare attenzione alle famiglie da poco arrivate in parrocchia, eventualmente accompagnandole verso una ripresa della vita sacramentale.
Giovani:
  1. esiste un laboratorio teatrale nel qua le i ragazzi delle scuole medie e superiori si confrontano con le pagine del Vangelo attraverso la lettura, la recitazione, il canto, ballo e la scenografia, per narrare in modo 'vivo' il loro incontro con Gesù;
  2. il gruppo adolescenti "GrAdo" accoglie quanti desiderano approfondire il loro incontro con Cristo nella Chiesa, costruendo contemporaneamente la propria personalità e la propria fede attraverso lo spirito di gruppo, la collaborazione con i compagni, lo spirito critico;
  3. il gruppo animatori: i ragazzi delle scuole superiori si incontrano per affrontare l'affascinante mondo dell'animazione; un viaggio che permette di conoscersi meglio, entrando anche, grazie alla creazione di percorsi ludici, nella logica di accoglienza e servizio verso i più piccoli.
O.S.C.A.R.:
La società sportiva OSCAR Oratorio Santa Croce Ambrosiana Ragazzi promuove i valori del rispetto, dell'amicizia, dell'umiltà e della fiducia attraverso il gioco del calcio. Grazie all'accoglienza di tutti i ragazzi, dai più bravi ai più bisognosi, il gruppo cresce e si rende più forte. Le nostre squadre partecipano al campionato CSI.
Oratorio:
L'oratorio S. Gaspare Bertoni è guidato e seguito dal sacerdote incaricato per l'oratorio, insieme con un educatore laico e con il Consiglio d'Oratorio, composto da 15 persone rappresentative delle diverse realtà ivi operanti. Sono presenti anche circa 120 volontari operanti nelle varie realtà: catechesi, associazione sportiva (Oscar milano), Scout MI 99, volontari per le feste, animatori, volontari del dopo – scuola, educatori del dopo – cresima. Si coinvolgono nelle normali attività settimanali circa 650 persone, facendo leva innanzitutto sui genitori, ma anche sulle diverse tipologie di accompagnatori, coinvolgendo tutti in un lavoro di formazione rivolto soprattutto ai ragazzi più difficili del quartiere.
Associazione San Vincenzo de' Paoli, Conferenza S. Rossello:
Aiuta, nonostante lo scarso numero dei suoi operatori, le famiglie bisognose del nostro territorio, i portatori di handicap in difficoltà, gli anziani delle case popolari come anche i ricoverati nelle case di riposo, gli extracomunitari che abitano in Parrocchia: le persone seguite sono circa 250, per un totale di ben 71 famiglie. Qualcuno vuole piuttosto aiuto e comprensione, ma qualche situazione è davvero tragica e non sempre si riesce a rispondere adeguatamente. L'Associazione segue anche alcuni ragazzi come "sostegno doposcuola". Provvede, in caso di bisogno, ad un piccolo sussidio economico mensile, preferibilmente erogando servizi concreti e non contanti: anche se negarli non è facile e spesso non si viene capiti. Ogni 40 giorni distribuisce derrate di cibo proveniente dal "banco alimentare".
Grazie a 2 fiere benefiche annue, ai contributi dei parrocchiani e di vari enti caritativi, raccoglie e distribuisce settimanalmente vestiario agli assistiti (provvisti di una tessera con i dati familiari e giustificativi del loro reale stato di necessità).
Commissione Caritas:
al momento è da ricostituire; funziona infatti solamente un coordinamento a livello personale tra i due Gruppi Insieme e della Conferenza S. Vincenzo.
Cooperativa Cidiesse:
opera per il reinserimento lavorativo di giovani in stato di grave emarginazione. Il metodo educativo della Cidiesse prevede la regolare assunzione degli utenti e la loro formazione professionale con un progetto personalizzato, al cui termine vengono aiutati a trovare un lavoro stabile. Sostenitori attivi circa 40 tra i parrocchiani, contatti 150 circa.
Gruppo insieme:
Rivolge la sua attenzione ai parrocchiani malati o anziani, il più delle volte costretti a rinunciare ad una normale attività, offrendo momenti di compagnia, punti di riferimento cui rivolgersi nei momenti di maggiori difficoltà, piccole cortesie e servizi. Prevede una riunione al mese, organizza i pomeriggi insieme (una proiezione cinematografica mensile, con un momento di confronto finale) e l'annuale festa dell'amicizia per anziani e ammalati.
Gruppo missionario:
è tra i gruppi "storici" della nostra Parrocchia, essendo nato ne gli anni '20 quando l'allora parroco, padre Martina, decise di partire, come missionario, per la Cina. Da allora intreccia rapporti di stretta collaborazione con il centro missionario stimmatino di Verona per la raccolta di fondi a sostegno delle microrealizzazioni da questo proposte. La partenza dalla nostra parrocchia di padre Fontana e padre Chistè, negli anni 60, nonché di padre Disconzi, negli anni 80, per le missioni ivoriane ha consent ito di stabilire rapporti sempre più profondi con "la terradi missione" e di creare all'interno della comunità momenti forti di sensibilizzazione (la giornata missionaria di ottobre, i panettoni natalizi, la quaresima missionaria, oppure le adozioni a distanza, il sostegno a Radio Paix Sanwi, in Costa d'Avorio, quale mezzo di evangelizzazione e promozione umana).
Gruppo Scout Agesci:
si rivolge ai ragazzi dai 7 – 8 anni ai 20 – 21, articolandosi in tre fasce di età, o 'branche': 8 – 11 anni lupetti o coccinelle, dagli 11 ai 16 gli esploratori e le guide; dai 16 – 17 ai 20 – 21 rovers e scolte, tutti impegnati in un cammino di crescita secondo i valori tradizionali di questo Movimento.
Movimento Terza Età:
vengono tenuto incontri bisettimanali per stimolare il dialogo, l'amicizia e la condivisione fra i partecipanti, anche attraverso mezzi molto semplici (gioco delle carte, tombola). Una volta al mese, si tiene una catechesi parrocchiale (seguendo il sussidio "Fede: un dono da testimoniare" della Diocesi). Il Movimento partecipa, come si dirà, alle diverse iniziative decanali e diocesane di carattere religioso e culturale.
  • Infine, sono presenti in parrocchia membri di vari Movimenti (Comunione e Liberazione, Focolarini, Opus Dei, Rinnovamento dello Spirito), qualche volta inseriti in modo anche molto fattivo nella realtà parrocchiale, ma senza una formale rappresentanza dei suddetti Movimenti in sé (nel passato vi era invece un gruppo strutturato di Rinnovamento).
  • – Sui momenti liturgici centrali, vale la pena di citare il tentativo di cercare dei linguaggi diversi per riuscire a coinvolgere un ampio numero di persone facendo anche ricorso alla musica come alla recitazione o al cinema (specie nei tempi "forti", come l'Avvento e la Quaresima). Allo scopo di comunicare con il maggior numero di persone, anche quelle che appartengono alla parrocchia pur non frequentandola con assiduità, sono usati due strumenti di comunicazione diversi: uno, anch'esso "storico" – il bollettino parrocchiale bimensile Testata d'angolo – ed uno, recentissimo, informatico (http://www.pscmi.org).

Giorno del Signore e Celebrazione eucaristica

Sulla Celebrazione eucaristica

Recita del Padre Nostro durante la Messa della comunità

In generale, possiamo dire che l'indagine conoscitiva sollecitata dalla Diocesi era stata demandata ad un gruppo molto ristretto di persone, il che ha portato ad una elaborazione forse poco obiettiva.
Si sottolinea che

  1. sicuramente, uesto non ha affatto né sollecitato, né favorito un qualunque discernimento all'interno di un Consiglio Pastorale Parrocchiale del resto esso stesso in grande sofferenza;
  2. limitatissima è stata anche la partecipazione di cui al punto in oggetto;
  3. anche l'orario delle messe non è stato modificato ma nemmeno minimamente discusso.

Tuttavia, è certamente da sottolineare come fatto molto positivo alcune iniziative interessanti e ben riuscite, la seconda delle quali addirittura indicata come possibile 'esempio' nel Consiglio Pastorale Diocesano:

  1. da ben 10 anni, un piccolo ma fedele gruppo di persone prepara insieme, dopo aver letto e meditato sulle letture della domenica successiva, le preghiere dei fedeli della celebrazione domenicale, formulandole in modo da abbracciare anche le più importanti problematiche dell'attualità parrocchiale ma anche e soprattutto di quella più ampia civile, nazionale non;
  2. soprattutto, da circa tre anni, è partita una iniziativa che sta avendo molta fortuna. L'esperienza è iniziata per aiutare le famiglie con bimbi piccoli – da 1 a 7 anni – durante un momento delicato come l'omelia, creando nello stesso tempo uno spazio più adatto alla loro spiritualità. Dopo aver ascoltato il Vangelo, i piccoli, accompagnati dai propri genitori o nonni, scendono in cripta ed ascoltano e partecipano alla spiegazione del brano del Vangelo: a volte rappresentato, a volte disegnato. Alcuni genitori li aiutano ad concretizzare e attualizzare e la vita di Gesù. Si risponde insieme alle domande, si guardano le figure, si costruisce il presepe (in Avvento) o la colomba (in Quaresima), si beve l'acqua dalla brocca della Samaritana... Spesso, si porta a casa un disegno da colorare. In cripta l'ambiente è accogliente, permette di sedersi sui tappeti attorno ad un libro o ad un candelabro; i genitori e i bimbi più grandi rimangono in cerchio; gli anfratti diventano grotte; dalle tende escono personaggi dell'Antico e del Nuovo Testamento; semplici marchingegni governano la colomba appesa al soffitto... Un gruppo di genitori si ritrova poi durante la settimana per ascoltare il Vangelo della domenica successiva e, insieme ad un sacerdote, prova a rispondere alle domande "qual è il messaggio principale per noi? come lo racconterò ai miei figli?": come si vede, l'iniziativa di traduce in un percorso di fatto formativo rivolto ai genitori ma anche 'per' genitori;
  3. vengono organizzate, tre volte l'anno per ognuno dei quattro anni del percorso dell'iniziazione, delle 'domeniche di catechismo e di formazione' per i bambini e insieme genitori. Alle 10.00, preghiera comune. I bambini seguono poi il loro percorso di catechesi, mentre genitori incontrano il sacerdote responsabile per un momento di riflessione condivisa in piccoli gruppi. Verso le 12, celebrazione dell'Eucaristia e animazione della Messa.

Domeniche insieme

Parecchie volte l'anno (inizio dell'anno pastorale, giornate per l'oratorio, festa della famiglia, festa dell'amicizia, festa di chiusura prima dell'estate) vengono organizzate delle giornate da vivere insieme in amicizia e per una migliore conoscenza reciproca. Esse sono scandite da momenti diversi: liturgico, conviviale, ludico (teatro, giochi dei più giovani, concerti...).

Pastorale familiare

Battesimo

  1. i genitori che hanno chiesto il battesimo per i loro figli vengono invitati ad un incontro che si tiene 15 giorni prima dell'amministrazione del sacramento. A questo partecipano, affiancando il parroco, anche dei laici, che creano un clima di familiare accoglienza;
  2. al momento, non è ancora posto in essere nessun accompagnamento successivo specifico per queste coppie, anche se in parrocchia esistono, come si vedrà, delle iniziative proposte alle coppie più giovani; è soprattutto verso il gruppo che prepara insieme le omelie per coinvolgere i bimbi piccini che si pensa di orientare questi 'nuovi genitori';
  3. come si è detto, sono coinvolte delle coppie di laici, tanto per l'incontro coi genitori che per la stessa celebrazione del battesimo.

Preparazione al matrimonio

Sacra Famiglia

Dopo le ultime modifiche, il percorso di formazione si articola in 7 incontri, dei quali sei serali feriali e uno tenuto nel pomeriggio di una domenica (temi: fede e amore nella sua dimensione personale e comunitaria; la vita di coppia a immagine dell'amore sponsale di Dio; la messa e la vita di coppia – la domenica pomeriggio con la partecipazione alla messa vespertina e con l'animazione della medesima; la relazione orizzontale nella coppia; la relazione verticale e i figli; la preghiera in famiglia). La penultima serata vede anche la partecipazione di una esperta in genetica clinica che collabora alla formazione di una coscienza responsabile dal punto di vista della procreazione. Il percorso si chiude con un momento conviviale;

  1. il sacerdote introduce ogni tema, ripreso poi in due gruppi più ristretti con l'aiuto di due coppie animatrici per turno che si occupano anche di instaurare e mantenere dei rapporti amicali e rivestono un ruolo importante, specialmente nella conduzione dei gruppi; in essi si riflette, si discute, ci si interroga, in una atmosfera di accoglienza, semplicità e disponibilità ;
  2. nella nostra parrocchia vengono tenuti due momenti di preparazione all'anno – autunno e primavera –, anche se la richiesta e il numero di coppie richiederebbe forse di riportarli, come un tempo, a tre;
  3. le coppie sono normalmente gravitanti attorno alla parrocchia – almeno uno dei due vi abita o vi lavora –, oppure hanno sentito parlare in modo positivo dello stile del corso da parte di amici.

Qualche volta, uno dei due è addirittura lontano e partecipa in tal modo al percorso di preparazione in un'altra città. L'età media è fra i 30 e i 35 anni (naturalmente è una media: difficile però si vada oltre i 50 anni). Nel corso degli ultimi anni, le coppie conviventi – in questo caso, abitanti appunto in parrocchia – sono diventate una maggioranza, e talvolta anche la totalità. Normalmente, si tratta di persone che, per lo più, non sono praticanti, ma sentono tuttavia come un richiamo forte quello che è stato loro insegnato nell'infanzia/adolescenza. E, nella maggioranza dei casi, desiderano ufficializzare un passo cosi importante come il matrimonio anche davanti a Dio.

Accompagnamento per il periodo successivo alle nozze

Durante gli incontri in preparazione al matrimonio si sottolinea con forza che in Parrocchia esistono gruppi di coppie e famiglie, e si formula un preciso invito a non chiudersi fra le quattro mura di casa, partecipando a iniziative che creino una rete di amicizia, dando vita a luoghi di confronto in cui mettere in comune le gioie e discutere i problemi – così simili anche nelle altre coppie, in genere...: il che sdrammatizza sempre –. Dopo circa un anno richiamiamo – come del resto era sempre stata nostra abitudine anche in passato – tutte le coppie e, anche in questa occasione, proponiamo incontri mensili per le coppie giovani:

  1. da più di dieci anni è nato, proprio dagli incontri di riflessione in vista della celebrazione del sacramento del matrimonio, un gruppo – ad un certo punto due, poi uniti in uno solo – di coppie giovani che hanno chiesto spontaneamente di poter proseguire il cammino iniziato prima del matrimonio con momenti di crescita comune. Questo gruppo, voluto e seguito dal parroco di allora e costruito insieme ad una coppia di sposi, ha ormai compiuto un buon cammino personale e di gruppo ed è entrato fortemente nell'animazione della vita parrocchiale – incontri di preparazione al matrimonio, accoglienza genitori del battesimo, gruppo genitori bimbi piccoli durante l'omelia domenicale, animazione liturgica, partecipazione al Consiglio pastorale parrocchiale e Commissione famiglia del Decanato –, pur continuando a ritrovarsi in momenti di preghiera e di riflessione biblica – ogni anno un tema scelto dalle coppie stesse –, e proponendo, anche al più ampio livello parrocchiale, dei momenti di riflessioni su tematiche familiari di diverso genere; a bis) da circa un anno il sacerdote che si occupa attualmente del 'corso' fidanzati propone, alla fine di ogni ciclo, la possibilità di far parte di un gruppo che accompagni la coppia e la guidi verso la comunità; viene proposta anche la possibilità di un accompagnamento personalizzato;
  2. entrambi i gruppi sono formati da circa una decina di coppie. Il gruppo più antico comprende famiglie dai 30 ai 40 e rotti anni, con numerosi bambini; quello più giovane, coppie sulla trentina;
  3. non necessariamente è presente un presbitero: si tratta in ogni caso di iniziative pensate e portate avanti sostanzialmente da laici e per laici, sempre comunque con la collaborazione e l'appoggio di un sacerdote;
  4. la risposta, implicita, è ovviamente positiva.

Situazioni matrimoniali difficili o irregolari

Esiste dallo scorso anno un gruppo per 'separati e divorziati' che segue le indicazioni e lo stile delle Famiglie Separate Cristiane di via Appiani. Gli incontri sono mensili e, per ora, sono guidati da unsacerdote, la cui presenza è però ritenuta importante per qualificare, 'con' e 'nella' sua persona, l'accoglienza della comunità tutta verso questi fratelli e sorelle in difficoltà.

Pastorale d'insieme

Il decanato Città Studi , dopo il periodo di don Bruno Ripamonti, non ha più convocato la componente dei laici come tale – e comunque, anche precedentemente, il Consiglio Decanale non era mai stato in realtà veramente formalizzato – :

  1. i presbiteri si radunano invece regolarmente;
  2. le religiose della parrocchia, interrogate su questo punto, hanno riferito di non prendervi parte;
  3. nella nostra parrocchia risiede e presta il suo servizio pastorale il rappresentante del Decanato in Consiglio Pastorale Diocesano; tuttavia, non essendoci mai stato un Consiglio Pastorale Decanale, non vi è stata mai nessuna convocazione e, per la verità, neppure una qualunque risposta alle diverse sollecitazioni che la Diocesi ha avanzato per questo tramite allo scopo di coinvolgere il Decanato e, attraverso quest'ultimo, tutte le parrocchie di Città Studi;
  4. sono vive solo alcune commissioni decanali, quali la Caritas, presieduta dallo stesso decano, perchè comunque organizzata dall'alto a livello cittadino, e la Terza Età, di fatto tenuta a battesimo da don Ripamonti e che mantiene iniziative mensili (incontri, visite guidate, gite e altro). Il gruppo giovani è partito anni fa, ma rimane difficile coinvolgere i ragazzi in iniziative decanali. Nella nostra parrocchia è presente anche la coppia di riferimento decanale della pastorale familiare, ma la commissione famiglia del decanato si è riunita, a tutt'oggi, due sole volte, e solo di recente.

Difficile dunque non percepire difficoltà nelle relazioni con il Decanato. In questa situazione, anche le iniziative poste in essere non sono di fatto conosciute (Centro di Ascolto Decanale, Consultorio Interdecanale del Casoretto, Pastorale della Salute).

Solo il gruppo Insieme collabora con le parrocchie limitrofe di San Nereo e Achilleo e San Giovanni in Laterano per l'assistenza degli anziani.

Lavorare a lungo termine costruendo un vero spirito di servizio, smantellando pregiudizi, gelosie, volontà di affermazione di se stessi, o rivalse nei confronti dei propri problemi della vita quotidiana.

Formazione

Percorsi per i giovani (18 – 30 anni):
i giovani della parrocchia, radunati dal sacerdote dell'oratorio con l'aiuto di altri giovani più 'grandi', propongono momenti di formazione, di catechesi e di preghiera quindicinali. Il percorso formativo è di tipo antropologico/biblico (una figura biblica per anno, per costruire attraverso i testi un percorso biblico capace di attualizzare il messaggio che ne deriva). I giovani si rendono poi disponibili per le attività dell'animazione della Parrocchia e per i tanti servizi che richiede l'oratorio. Sono anche ben inseriti nella pastorale giovanile dei Padri Stimmatini partecipando a campi – scuola, incontri con altri giovani di altre diocesi, con la comunità di Taizé, con campi – lavoro in varie zone d'Italia, con i viaggi nelle realtà Stimmatine nel mondo, ed esperienze missionarie.
Percorsi per gli adulti:
come si è visto, il gruppo più antico di coppie giovani propone ogni anno un percorso di tipo biblico, ma teso tuttavia all'attualizzazione del messaggio evangelico e alla sua imprescindibile dimensione di vita, cercando di aprirsi sempre di più alla comunità parrocchiale; analogamente un percorso formativo è possibile anche attraverso il più recente;
  • da tre anni ha luogo poi, con scadenza quindicinale, una Scuola della Parola (settembre – giugno). Nel primo incontro viene proposta una interpretazione esegetica del testo da parte del sacerdote; il secondo incontro è dedicato ad un approfondimento di risonanza con il contributo dei partecipanti. Testo proposto quest'anno: gli Atti degli Apostoli. Vi partecipano 20 – 25 persone;
  • due anni fa durante la Quaresima, ai tradizionali momenti di riflessione tipiche di quel tempo – via crucis...– se ne sono mescolati altri, di tipo 'missionario', costituendo dei gruppi di riflessione biblica sullo stesso tema in diversi condomini e facendo dunque perno sull'accoglienza di un gruppo di famiglie animatrici; un momento riassuntivo finale ha espresso poi la coralità di questo percorso. Quest'anno, durante il tempo quaresimale si è tornati ad organizzare dei momenti comuni in Chiesa, e il 'vangelo nelle case' è stato spostato al tempo pasquale. I gruppi sono diventati più numerosi (una dozzina).

Segnalazioni e prospettive

Segnalazioni:
l'accoglienza dei bambini alla messa delle 10,30

Prospettive

  • con il nuovo parroco, che ha una sensibilità missionaria affinata e collaudata nel tempo dalla conoscenza diretta delle tante missioni stimmatine, si sta allargando l'attenzione "missionaria", sempre presente per la verità nella nostra parrocchia, alle tante e crescenti situazioni di marginalità, solitudine, difficoltà di vario genere vicino alle quali viviamo – anche qui da noi –, molte volte senza troppo accorgercene... ma che richiedono sempre più di vigilare e di rispondere con una concreta capacità di accoglienza. I laici stanno, per parte loro, rispondendo con entusiasmo e, accogliendo gli stimoli di p. Lidio e insieme i richiami continui del nostro Vescovo. Stiamo insieme progettando un futuro nel quale, come ben diceva il nostro cardinale Martini, anche il 'sogno' ha una sua importante e imprescindibile funzione: quella di saper fare discernimento e di sent irsi 'vivi' anche come comunità. Tutto questo attiene al progetto pastorale che stiamo mettendo a punto e che proviamo a tratteggiare in questa occasione, che è stata per noi un appuntamento importante anche per capire chi siamo diventati e dove ci stiamo muovendo:
  • Sogniamo una comunità con gli orizzonti grandi quanto il mondo, con un cuore missionario capace di abbracciare tutti gli uomini e le donne della terra, con la voglia e la passione di essere accanto agli ultimi, ai senza voce, ai disperati. Una comunità che abbia per i lontani lo stesso amore e la stessa preoccupazione che ha per i vicini, come ci dicono i nostri pastori vescovi. Per questo deve prendere vita un gruppo che ha come attenzione la cooperazione internazionale, un modo per avviare progetti di solidarietà e seguirli con impegno e dedizione.
  • Sogniamo una comunità che sappia far festa e trasformi il giorno del Signore in un giorno di incontro e di gioia. Tutte le messe della domenica dovrebbero avere un tono di festa, essere animate con canti e gesti significativi, essere partecipate da tutti perché la liturgia possa diventare celebrazione della vita e non ripetizione vuota di gesti esteriori: la liturgia, per essere 'vera', deve infatti celebrare la vita, la storia di ognuno, il cammino di fatica e di speranza che, insieme, una comunità compie.
    Per questo va avviato un gruppo liturgico che si faccia carico delle celebrazioni dei giorni di festa e di tutte le celebrazioni dell'anno liturgico
  • Sogniamo una comunità che viva la comunione, una comunità capace di condividere, di dialogare, di confrontarsi con chi ci cammina accanto. Una comunità dove tutti abbiano qualcosa di importante da dire o da fare, certamente in cui tutti sentano la comunità come loro casa. Essere laici non significa essere cristiani di serie B rispetto a preti e suore: questi ultimi essendo di serie A. Per questo, vogliamo moltiplicare le occasioni di incontro, ma soprattutto valorizzare le relazioni. Una comunità è fatta per 'stare assieme': perciò, chi corre troppo velocemente va rallentato e chi invece resta indietro va incoraggiato ad allungare il passo...
    Per questo deve funzionare una segreteria che si incontra ogni quindici giorni per coordinare tutto il lavoro di programmazione e di attività della comunità.
  • Sogniamo una comunità che sappia valorizzare la sapienza degli anziani e che tenga conto di tanta esperienza maturata in anni di fatica e di fedeltà. Ogni comunità ha, nei suoi anziani, un prezioso patrimonio di fede cresciuto e maturato in tanti anni di operosità e di testimonianza evangelica da tenere in conto e da riscoprire.
    Per questo il gruppo dei ministri straordinari dell'Eucarestia sarà attento al ministero della consolazione e dovrà valorizzare tutte le ricchezze che gli anziani ci potranno donare.
  • Sogniamo una comunità dove i giovani – chiesa del domani – si sentano importanti, abbiano la possibilità di esprimere tutta la loro freschezza e la novità che caratterizza il loro cuore. Una comunità che li sappia amare e capire, una comunità che li sappia aiutare e nella quale trovino accoglienza e stimoli per mettere la loro giovinezza al servizio di tutti, perché una comunità senza giovani è morta e senza futuro.

Per questo daremo vita ad un gruppo giovani (18-30 anni), che seguirà un cammino di approfondimento di tematiche concrete lette alla luce della Parola di Dio.


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