Carissimo d. Lidio, carissimi Padri, carissimi amici della comunità di S. Croce, grazie!

Qualcuno fra voi mi potrà dire: “Dici solo grazie, che parola scontata!”, ma vi garantisco che non è così; dentro a questa parola vi è il percorso di una crescita, la nostra crescita, la crescita della comunità di S. Leone

Nel 1985, sono passati ormai 30 anni, quando si diffuse la voce che i Padri Stimmatini per loro necessità dovevano rinunciare ad una delle due parrocchie che seguivano a Milano, abbiamo sperato e forse anche pregato che la scelta non cadesse su S. Leone ma che gli Stimmatini magari scegliessero voi; a quel tempo furono spese molte parole, si mossero molti passi verso i Superiori della Congregazione e una delegazione di parrocchiani si recò persino in Curia dal Cardinal Martini sperando di ottenere qualcosa ma così non fu.
Alla fine la decisione venne presa e i  Padri Stimmatini ad ottobre del 1985 lasciarono ufficialmente la nostra parrocchia.

Furono mesi difficili, don Franco che allora era da noi, né può dare conferma, certamente allora non avremmo saputo dirvi grazie perché allora non vi sentivamo come fratelli, non oso dire dei nemici  ma certamente vi sentivamo almeno come degli antagonisti; citando la Scrittura mi viene da dire che in quel tempo il Signore “ci ha provati come oro nel crogiuolo”, ma nella sua grande misericordia non ci ha abbandonati, non ci ha lasciato macerare dentro il nostro dolore, ma ci ha spinto a venirne fuori mandando in mezzo a noi dei bravi sacerdoti che ci hanno aiutato a superare le nostre fatiche e pian piano a venirne fuori, senza mai recriminare soprattutto nei primi tempi quando il confronto con il recente passato era sempre dietro l’angolo.

Don Giuseppe -  il nostro primo parroco diocesano – certamente qualche boccone amaro lo ha ingoiato ma senza mai farci pesare la cosa!

E’ stato così, attraverso il dolore di un passaggio, il dolore della quaresima, che siamo cresciuti come singoli e come comunità e siamo giunti a celebrare il 50esimo della nostra comunità e a celebrarlo con Voi, per dirvi grazie. Ed ora è davvero un grazie sentito, un grazie di cuore. Grazie per averci voluto allora quando i primi padri hanno iniziato a venire in via Carnia per celebrare nella piccola cappella sotterranea dedicata ai Santi Sposi, grazie per essere una comunità che ha generato una persona attenta e generosa che ci ha aiutati a far nascere la nostra chiesa, grazie per averci atteso e ospitato oggi con gioia ed allegria.

Perciò oggi il nostro grazie non è un grazie “scontato” ma è un GRAZIE scritto e detto a lettere maiuscole.
R. B.