Di p. Lidio - Notte di Pasqua, notte di morte e di vita. Notte dove la paura si cambia in meraviglia, dove la luce prende il posto del buio, dove al terremoto fa seguito la quiete. Notte di preparativi per l’ultimo omaggio al corpo dell’amato Gesù, fatto da donne che continuano a pensare che il loro amore non c’è più. L’ultimo segno: i profumi per quel corpo che tanto era stato caro. Notte di corse e di tremiti, fino alla tomba.

Tomba vuota, paura e sconcerto. Non è qui, vi precede in Galilea. Ma come? Chi ha rubato il corpo del mio Signore? Corrono dagli uomini, quelli ancora chiusi nel cenacolo a pensare a quanto successo in quei giorni. Sono scappati tutti, ora sono pieni di vergogna e di silenzio. Non trovano pace, non dormono, sussurrano qualche parola. Ecco le donne che arrivano, trafelate, ansimanti, con gli occhi sbarrati, il velo tirato sul capo. È l’alba, alba di spaventi e di meraviglie, alba di luce e di speranza.

E prima piano, poi sempre più forte gridano a quegli uomini rotti dalla vergogna: la tomba è vuota, l’abbiamo visto vivo, ci ha detto che vi precede in Galilea, là lo vedrete. Pazze e visionarie, incapaci di controllo e di ragione.

Tu Maria di Magdala che hai tanto pianto in questi giorni e ora hai visto il tuo Gesù risorto, ma cosa provi?

Tu Pietro che piangi il tuo tradimento, guarda, il Signore è vivo, è risorto dai morti, ti appare vivo.

Ora all’alba tutto ritrova un senso, la luce ci dice che Lui è vivo, non è più nella tomba. Donaci occhi nuovi Gesù per poterti vedere Risorto dai morti!

Buona Pasqua a tutti, p. Lidio